La Pineta

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Fu Luigi Corrado Filiani, possidente colto e lungimirante, ecologo ante litteram, ad avviare, ai primi del ‘900, il progetto che avrebbe segnato la storia e il contesto urbanistico della futura Pineto: la realizzazione di una pineta litoranea, che riproponesse la situazione dell’antica selva litoranea scompasa a causa del forte utilizzo del legname attuato nei secoli precedenti.

Filiani iniziò l’impianto dei pini nei primi anni ‘20 a sud del torrente Calvano, proseguì fino a terminare con gli ultimi impianti realizzati nell’area prospiciente il quartiere Corfù di Pineto e, come omaggio al D’Annunzio de “La pioggia nel Pineto”, cambiò il nome del paese da “Villa Filiani” a “Pineto”.

Da allora il Corpo Forestale ha proseguito il lavoro impiantando altri filari di pini fino ad arrivare nelle immediate vicinanze del fortilizio di Cerrano e proseguendo anche oltre, nell’area nord del comune di Silvi.

Un ambiente unico, fra mare e terra, che crea un microclima particolarmente favorevole durante la stagione estiva e che contiene all’interno anche elementi di alta valenza naturalistica.

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Il pericolo di incendio in pineta

La pineta costituisce un ambiente unico, un continuum tra mare e terra; è stata impiantata agli inizi del 900 dalla famiglia Filiani su suolo demaniale ottenuta in concessione. Pineto deve il suo nome proprio alla Pineta costituita per la maggior parte da Pini comuni. La protezione di questa area comporta implicazioni etiche,culturali, educative ed economiche. L’AMP si impegna nel promuovere presso gli enti preposti per la adozione di un progetto di antincendio boschivo efficace e funzionante.

 

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Perché è importante un piano antincendio boschivo?

Oggi il problema degli incendi boschivi assume una connotazione delicata nelle aree protette, dove i provvedimenti per contenere i danni degli incendi devono essere definiti e rapportati alle caratteristiche delle emergenze naturali. Per questi motivi è importante elaborare un piano per la prevenzione. Il fenomeno degli incendi è strettamente collegato con l’andamento delle stagioni e con le condizioni meteorologiche ma soprattutto in rapporto alla frequesntazione e agli usi che si fa delle superfici sotto le alberature. Gli incendi si sviluppano principalmente nel periodo  estivo, ma possono svilupparsi anche nelle stagioni invernali caratterizzate da scarsa piovosità.

In sostanza un Piano AIB (Piano Anti Incendio Boschivo) si compone di tre fasi principali:

- l’eleborazione del piano,con l’analisi delle caratteristiche dell’area presa in considerazione e quindi la raccolta di dati e definizione di oggetti indispensabili durante l’incendio;

- una definizione di modalità d’intervento durante l’incendio;

- continue esercitazioni per mettere in pratica tutto ciò che è stato scritto nella pianificazione,e ovviamente per migliorare la prestazione in caso di incendio reale.

L’attività degli incendi è ovviamente collegata ad un’attività di rischio ed è quindi molto importante una prontezza da parte degli operatori. Le esercitazioni sono utili per capire quali potrebbero essere i problemi in caso di emergenza in modo da poter sopportare delle variazioni impreviste, accade spesso che si verifichino per il sopraggiungere di difficoltà: la natura è imprevedibile!

“ PREVENIRE E’MEGLIO CHE CURARE !”