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SalvaFratino 2019

Dopo l’importante lavoro svolto nel 2018 che ha consentito di riorganizzare al meglio il lavoro svolto con il progetto SalvaFratino sin dai suoi primi passi nel 2012-2013, con il 2019 si è fatto un importante passo avanti, potendo finalmente contare su un supporto fattivo della Guardia Costiera-Capitaneria di Porto. Dopo gli incontri, le riunioni e le pubbliche presentazioni tenutesi a gennaio, l’11 a Pescara la Conferenza Stampa e il 25, sempre a Pescara, il Workshop sul Fratino, infatti, gli  Uffici Locali Marittimi, in particolare quelli dipendenti dal Circondariale di Giulianova, si sono organizzati al meglio per effettuare la migliore sorveglianza dei nidi segnalati a supporto dei volontari che svolgono il monitoraggio.

Charadrius alexandrinus

Il progetto 2019 si è avviato ufficialmente il 23 marzo con una cerimonia di premiazione svoltasi a Pineto, in Villa Filiani, di tutti i volontari impegnati nel SalvaFratino, che di lì a poco hanno iniziato di nuovo il monitoraggio per la nuova stagione.

Rinnovata la Convenzione con il WWF per il 2019 e 2020

 

Dal 26 al 29 settembre 2019 si è tenuto a Napoli il XX Convegno italiano di Ornitologia. Il programma ha previsto sessioni scientifiche e workshop tematici tra i quali anche una tavola rotonda sulla tutela del Fratino (Charadrius alexandrinus) in Italia alla quale sono stati invitati i rappresentanti dei gruppi locali e regionali che seguono la specie.

Per l’Abruzzo erano presenti due dei responsabili del Progetto Salvafratino Abruzzo: Fabiola Carusi, referente per il WWF Abruzzo, e Stefano De Ritis, responsabile scientifico per l’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”.

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Ad Akyaka, in Turchia, tra il 12 e il 14 novembre 2019 è stato presentato il Progetto SalvaFratino in un contesto internazionale: nella conferenza, dal titolo generale “Managing highly mobile species”, organizzata dal MedPAN, la rete della aree protette marine del Mediterraneo, e la Mediterranean Conservation Society, la maggiore associazione non governativa per la tutela del mare nostro.

E’ stato chiesto al Direttore dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Fabio Vallarola, di trattare le esperienze svolte in Adriatico nella sessione dedicata al collegamento tra gli inquinamenti e le specie migratrici “The impact of marine litter and pollution on highly mobile species: challenges beyond boundaries”, coordinamento: Maria ROUSOU, DFMR & Pierre VIGNES, MedPAN.

Il lavoro presentato “Kentish plover (Charadrius alexandrinus), conservation on Adriatic Italian coast” (la conservazione del Fratino lungo la costa italiana dell’Adriatico) ha evidenziato come la specie sia in forte decremento in tutto il Mediterraneo a causa, anche, del conflitto venutosi a creare tra la presenza turistica di massa sulle spiagge e la nidificazione del Fratino, conflitto causato, per lo più, dall’aumento della presenza di marine litter spiaggiato e, di conseguenza, dai sistemi meccanizzati di pulizia adottati dalle municipalità.

Tra le soluzioni trattate nel dibattito che ne è seguito, oltre alla adozione di strumenti utili a risolvere i problemi di fondo, come il Contratto di Fiume per il controllo dei rifiuti trasportati a mare, o della CETS, per attuare un turismo più consapevole, sono anche state presentate, come immediatamente replicabili, le forme di coordinamento, tra Associazioni locali e ONG, per le attività di monitoraggio, sorveglianza e sensibilizzazione, come quelle adottate in Italia lungo la costa Adriatica nell’ambito del CNCF e del Progetto SalvaFratino.

 

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